Fare il DS di un Club con 138 anni di storia: intervista a Luigi Monaco dello Yacht Club Italiano

31 Mar 2017

Fondato a Genova nel 1879, lo Yacht Club Italiano è il club velico più antico del Mediterraneo. Una storia lunga 138 anni, cominciata con la fondazione ad opera di Vittorio Augusto Vecchi (conosciuto con il nome di Jack la Bolina) e di un gruppo di appassionati di vela e inaugurata con l’organizzazione della prima regata, che nel 1880 portò nelle acque del Golfo di La Spezia 177 barche. Un sodalizio che ha sempre avuto un ruolo di precursore: è dallo Yacht Club Italiano che nei primi anni ’30 è cominciato il processo di associazione di altri circoli (Napoli, Palermo, Trieste, Venezia) che ha portato nel dopoguerra alla nascita della Federazione Italiana Vela. Molti i personaggi che hanno dato lustro allo YCI, contribuendo in molti casi a fare la storia dello yachting internazionale: da Luigi Durand de La Penne, Medaglia d’Oro al valor militare, all’indimenticato Beppe Croce (Presidente del Club per 28 anni e unico non anglosassone a reggere per 17 anni l’ISAF (l’attuale World Sailing) fino ai campioni della vela di oggi, come Luca Devoti e Alessandra Sensini, capaci di portare al Porticciolo Duca degli Abruzzi la gloria olimpica. Un passato ricco di storia ed un presente altrettanto ricco di regate importanti: Giraglia Rolex Cup, Coppa Carlo Negri, Rolex Mba’s Conference & Regatta, Millevele e Grand Prix d’Italie per citare solo le principali. Da ormai diversi anni, dell’attività sportiva dello YCI si occupa Luigi Monaco, ecco cosa ci ha raccontato:

 

Cominciamo da una breve presentazione del suo profilo professionale. Da quando ricopre il ruolo di DS allo YCI? 
Il mio ruolo di DS è iniziato, se ben ricordo, nel lontano 1987 e dopo due mandati di Vice presidente e Segretario Generale si è protratto fino ad oggi. Ho sempre regatato, dal 1963 con la classe FJ, dopo con i 470 e per molti anni con FD, di cui sono stato anche segretario di classe, per finire negli Star, oltre a tante regate su classi di Altura. Poi la voglia di migliorare le organizzazioni di regate mi ha preso così tanto che non ho più avuto tempo di regatare. Ho partecipato per ben due mandati alle commissioni che si occupavano delle deriva all’IYRU (ora WS) al tempo di Beppe Croce. Direi che ho dedicato tantissimo tempo alla mansione di DS dello YCI ed ora sempre di più, tanto che non trovo, per ora, nessuno che mi possa sostituire, lasciandomi alla mia prima passione: quella di navigare.

 

Come si differenziano le attività sportive e quelle agonistiche nell’attività dello YCI?
Le attività sportive si sviluppano con tante iniziative, basate su una scuola vela che va dall’Optimist al 50 piedi. Cerchiamo di lavorare per invogliare i ragazzi a provare questo sport, andando di scuola in scuola a parlare di vela. I nostri corsi soddisfano una enorme tipologia di richieste, che spaziano dalla vela alla scuola di cucina in barca, per dire. L’attività agonistica, in fine, è il frutto di tutto questo lavoro: in questo modo riusciamo a selezionare i talenti migliori, che noi aiutiamo a crescere, mettendogli a disposizione tutte le nostre strutture e le nostre competenze.

 

Come si interfacciano l’attività agonistica e quella della scuola di vela Beppe Croce?
L’attività agonistica ha i suoi allenatori (uno o due per classe), i suoi gommoni e i suoi pulmini. L’attuale direttore, Chicco Isenburg, pianifica la presenza delle squadre ai più importanti eventi. I nostri ragazzi si allenano anche durante la settimana e questo ha portato un rilevante miglioramento sulle loro prestazioni. La Scuola vela ha una serie di istruttori specifici e si avvale di una struttura tutta sua, come una flotta di Optimist e 420 ed altre imbarcazioni come un 60 piedi per la scuola d’alto mare per adulti e bambini. Formalmente, sia l’attività di scuola vela che il resto dei corsi con l’attività agonistica si svolgono sotto il tetto della Scuola di Mare.

 

Al Gavitello d’Argento 2017 ci sarete? Se sì, sapete già quali barche andranno a comporre il team?
So che alcune imbarcazioni dello Yacht Club Italiano parteciperanno, così come faranno alcuni nostri soci, ma al momento non sono ancora in grado di confermare quali saranno le barche che comporranno il team che porterà il nostro guidone nelle acque di Punta Ala.

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