Sardinia Cup, breve storia della regata che ha ispirato il Gavitello d'Argento

10 Mag 2017

La formula del Gavitello d’Argento ha un antenato celebre, organizzato dal 1978 al 2012 e considerato un vero e proprio campionato del mondo a squadre: stiamo parlando della Sardinia Cup, promossa dallo Yacht Club Costa Smeralda e pensata come sfida tra team nazionali, ognuno composto da tre imbarcazioni. A poco più di 10 anni dalla fondazione, risalente al 1967, il sodalizio con sede a Porto Cervo decise di creare un evento biennale che rappresentasse una versione mediterranea della prestigiosa Admiral’s Cup, che si teneva dal 1957 nella zona dell’Isola di Wight, sulla costa meridionale dell’Inghilterra e che veniva unanimemente reputata una sfida di livello mondiale della vela d’altura. Siamo negli anni d’oro della classe IOR, di cui la Sardinia Cup diventa ben presto la più importante regata a squadre del Mediterraneo, disputata negli anni pari nello specchio d’acqua di fronte al marina di Porto Cervo.

 

All’edizione inaugurale presero parte dodici squadre, rappresentanti di altrettante nazioni; nel 1978 fu il (dream) team italiano a portare a casa il prestigioso trofeo, grazie alle splendide prestazioni di tre barche che hanno lasciato il loro nome impresso nella storia della vela d’altura: Vanina di Vanni Mandelli, Yena di Sergio Doni e Dida V di Bruno Calandriello (con quest’ultima davanti a tutti anche nella classifica individuale). Il Professor Calandriello amava particolarmente la formula della sfida a squadre ed era molto legato al concetto di essere armatore di una barca che portasse determinati colori, da qui la scelta dello Yacht Club Punta Ala di dedicargli, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2013, il Gavitello d’Argento YC Challenge.

 

Ripercorrendo la storia della Sardinia Cup basta citare qualche nome e un po’ di numeri per capire il rapido successo di una formula vincente. All’edizione 1980 parteciparono 15 squadre nazionali, a vincere furono gli statunitensi con Acadia, Merry Thought e Tatoosh, con gli italiani appena dietro. Due anni dopo si poteva ormai parlare di una classica dell’altura, ancora una volta furono i portacolori dell’Italia a conquistare il trofeo: l’impresa di bissare il successo del 1978 riuscì al team composto da Almagores (Gilberto Borromeo), Mandrake (Giorgio Carriero) e Brava (Pasquale Landolfi).

 

Nel 1984, con 16 nazioni partecipanti, fu la squadra tedesca composta da Pinta, Rubin IX e Container 88 ad avere la meglio su italiani, francesi e statunitensi, mentre due anni più tardi furono gli inglesi di Full Pelt, Pocket Battleship e Marionette IX a imporsi sulla flotta delle altre 11 squadre iscritte.

 

Anche nel 1988 furono i tedeschi a vincere, grazie ai tre scafi Rubin IX, Container 88 e Saudade: i teutonici conquistarono il successo numero due nella classica di Porto Cervo e raggiunsero gli italiani in questa speciale classifica. Nel 1990 la formula cambiò radicalmente, vennero definiti nuovi criteri per la composizione delle squadre, formate ormai da uno scafo di rating IOR 30,55, uno di 36,05 e uno di 40,50. L’Italia si presentò con un altra squadra particolarmente agguerrita, composta da Brava Q8 di Pasquale Landolfi, Mandrake di Giorgio Carriero e Larouge di Giuseppe Degennaro; ancora una volta furono i nostri connazionali ad avere la meglio degli avversari. Lo stesso successe nel 1992, con l’unica differenza che le regate vennero corse in tempo reale e che al posto di Larouge venne schierata Botta Dritta VI di Marina Carpaneda.

 

Con il 1994 arrivarono nuove modifiche alla formula, legate all’entrata in vigore del regolamento IMS, ed i tedeschi (Omen, Aerosail Astro e Aerosail 3) aggiunsero un altro trofeo al loro palmares superando di un soffio gli italiani. L’edizione numero 10, nel 1996, premia nuovamente la vela italiana, al suo quinto successo nelle acque di Porto Cervo. A vincere è il team composto da Capricorno, Brava Q8 e Byblos (tre scafi protagonisti dell’Admiral’s Cup dell’anno precedente).

 

Con l’inizio degli anni Duemila la Sardinia Cup si allontanò progressivamente dai fasti dei due decenni precedenti, nonostante le imprese compiute da barche di altissimo livello, da Bribon di Juan Carlos di Spagna a Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato. Oltre ai nomi scolpiti nell’albo d’oro, a rimanere nella storia della vela sportiva sarà il successo di una fortunata formula, legata all’orgoglio di regatare per i colori della propria squadra: la stessa che anima il Gavitello d’Argento – YC Challenge Bruno Calandriello. Un legame, quello che unisce lo Yacht Club Punta Ala e lo Yacht Club Costa Smeralda, cementato dalla passione comune che ha animato tanti anni di attività sportiva, in Toscana come in Sardegna: per festeggiare i primi 50 anni dello YCCS, venerdì 12 maggio il Presidente dello YCPA Alessandro Masini insieme al Direttore sportivo Filippo Calandriello saranno a Porto Cervo per la giornata celebrativa della fondazione dello YCCS, avvenuta appunto il 12 maggio del 1967.

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